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(Articoli)

Il Terremoto degli Invisibili ( di Franco Bonprezzi)

Torno subito a parlare del terremoto in Emilia, dopo aver letto i tanti contributi di qualità arrivati dai lettori del blog,

 a commento del mio post  dedicato a quella "paura in più" che si abbina alla condizione di disabilità. Ho avuto la conferma di aver toccato un tema reale, sentito, ma sottotraccia, come spesso avviene. Con due argomenti importanti. Il primo è legato alla paura che i familiari vivono costantemente, convinti come sono di non poter fare altro, in caso di catastrofe, che rimanere accanto ai propri figli impossibilitati a mettersi in salvo in modo autonomo. Il secondo invece, positivo, è la constatazione che le persone disabili (in carrozzina, o non vedenti, o non udenti) sono abituate a fare i conti realisticamente con se stessi e con il proprio "territorio": conoscono bene i propri limiti, e difficilmente vanno nel panico. Ma nonostante ciò, inutile dirlo, subiscono come e più degli altri cittadini le conseguenze devastanti dei danni provocati dal sisma.

Il motivo è semplice: la vita di una persona con disabilità dipende da una solida rete di azioni concatenate. La mobilità personale, innanzitutto, è a rischio: basta che manchi a lungo la corrente elettrica, ad esempio, per impedire il funzionamento di ascensori, ventilatori polmonari, carrozzine elettroniche, computer, telefoni cellulari. Ossia gli strumenti ormai fondamentali per una vita indipendente e autonoma. I danni strutturali agli edifici, poi, costringono a cambiare bruscamente abitudini e punti di appoggio sicuri: le evacuazioni di questi giorni, per quanto guidate e condotte con perizia e competenza dalla Protezione civile, costituiscono comunque un trauma per chi deve dipendere dagli altri per i propri spostamenti, e anche per le altre funzioni normali della vita quotidiana (basti pensare ai servizi igienici, al cambiamento di letto, all'alimentazione). Il prolungarsi di situazioni di disagio incide poi fortemente su tutti coloro, e sono tanti, che normalmente nei paesi interessati dal terremoto accedono ogni giorno a collaudati e utilissimi servizi diurni (i centri socio-educativi, solo per fare un esempio). Le famiglie, dunque, già provate dal terremoto, devono quasi sempre farsi carico direttamente e tutto il giorno di figli con disabilità grave (penso anche alle disabilità intellettive o plurime).

Ecco perché oggi vogliamo aprire questo spazio alle vostre segnalazioni, alle richieste di intervento, di aiuto concreto, ma anche alle proposte di solidarietà, di sollievo, di conforto psicologico e pratico, di vicinanza, insomma. Siete voi, lettori del blog, i protagonisti di un passaparola che attraverso InVisibili può rendere più veloce la soluzione almeno di qualche situazione di emergenza, in modo semplice e diretto. Indirizzi utili, numeri di telefono, siti internet, gruppi di social network, cooperative, associazioni di volontariato: insomma tutto quello che è possibile oggi mettere in campo per "superare l'handicap" del terremoto. Ci proviamo?


Fonte:    http://invisibili.corriere.it/2012/05/30/il-terremoto-degli-invisibili/



Pubblicata il 30-05-2012 alle ore 19:25