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(Approfondimenti )

Arisla: "Staminali: attenzione a terapie non autorizzate"

In Italia i malati di Sla sono 5000 e ogni anno si registrano mille nuovi casi. Le cellule staminali possono davvero essere una speranza per loro? L’ufficio scientifico dell’Arisla (Agenzia di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica) fa il punto.

Quando si parla di cellule staminali si rischia sempre di suscitare false speranze in chi è affetto da patologie gravi. A che punto è la ricerca scientifica in questo campo, in relazione alla Sla?
"I numerosi studi di ricerca di base, nonché le sperimentazioni cliniche attualmente in corso si concentrano sui ruoli multipli che le cellule staminali, sia endogene che trapiantate, possono avere nella Sla. Ci si interroga soprattutto sul loro eventuale potenziale nel prevenire la morte dei motoneuroni, nel facilitare il loro recupero o, addirittura, nel sostituire le cellule già morte. In questo momento la prospettiva che sembra più vicina riguarda l'utilizzo di cellule staminali in quanto veicoli dei fattori che diminuiscono l'infiammazione e aumentano la sopravvivenza delle cellule sofferenti, rallentando così la progressione della malattia.
I successi ottenuti con l'utilizzo di vari tipi di cellule staminali, nei modelli animali, hanno suscitato le speranze e le aspettative dei pazienti, nonché ispirato gli studi clinici che però devono affrontare i problemi metodologici, per poter realisticamente trasferire i protocolli sviluppati dai ricercatori nella prassi clinica. In ogni caso, tutti i trattamenti attualmente considerati (ad esempio cellule autologhe o allogeniche, geneticamente modificate o meno, candidate per le terapie sistemiche o locali), devono essere sottoposti alla definizione delle procedure ottimali di preparazione e trapianto delle cellule, valutando il rischio che tali trattamenti possono comportare per i pazienti. Solo successivamente si potrà passare ai test su un numero elevato di pazienti per confermarne l'efficacia".

Di fronte a cliniche e ospedali che offrono cure "miracolose", come ci si può difendere? Ci sono delle regole o dei consigli da seguire per evitare di imbarcarsi nei cosiddetti "viaggi della speranza"?
"Il cosiddetto turismo di cellule staminali è un preoccupante fenomeno in crescita. I trattamenti proposti in varie cliniche (o presunte tali), disseminate per il mondo, che offrono le cure 'gonfiandone' i benefici e ignorando i rischi, senza pertanto essere supportate da nessuna prova scientifica o da ricerca preclinica, hanno spesso l'impatto grave sulla salute di chi ci si sottopone; comportando costi elevati alle persone che già devono sostenere considerevoli spese di cura e assistenza. Inoltre queste terapie non autorizzate si contrappongono alla ricerca biomedica, metodologicamente responsabile e di qualità. In risposta a questo fenomeno, la comunità scientifica dovrà assumere una posizione molto forte in merito a tali trattamenti, al fine di trasmettere le informazioni nel modo più corretto possibile, evitando di far incorrere i pazienti in rischi seri per la loro salute".

Quali sono le strade su cui sta attualmente puntando l'Arisla? Quali i progetti di ricerca secondo voi più interessanti in questo momento?
"La mission di Arisla è quella di supportare la ricerca d'eccellenza con il finanziamento di progetti scientifici che vengono presentati su un bando annuale e valutati dal Comitato scientifico internazionale della Fondazione, secondo un sistema di 'peer review'. Il Comitato è composto da circa 50 scienziati e ricercatori, riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale tra i maggiori esperti di Sla nel mondo.
Per il 2010 le linee di ricerca attivate sono state quella di base e quella traslazionale, offrendo la possibilità ai ricercatori di presentare anche progetti pilota, fortemente innovativi, con ipotesi di ricerca promettenti, ma del tutto o parzialmente prive di dati preliminari. Per quanto riguarda il tema delle cellule staminali, tra gli otto progetti vincitori del Bando Arisla 2010, vi è uno studio che contribuirà allo sviluppo e alla valutazione della terapia cellulare per la Sla.













Informazioni su www.arisla.org.




Pubblicata il 08-02-2011 alle ore 10:12