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Calabria: Non c'è organizzazione sanitaria contro la Sla

Nuovo incontro a Palazzo Campanella con Talarico alla presenza di Scopelliti

L'aveva già incontrato già il primo luglio, ma ieri in occasione della seduta del Consiglio regionale, il presidente Franco Talarico ha voluto rivedere Maurizio (e la sua famiglia), alla presenza del governatore Giuseppe Scopelliti. Un momento significativo con due obiettivi: solidarietà e speranza. E soprattutto approfondire, in termini tecnici, una questione umana e sanitaria che merita certamente più attenzione. Accanto a Maurizio, la sua dolcissima giovane mogliettina Francesca, il suocero Carmelo Genovese e Saveria Fontana referente Aisla per la nostra provincia.
In sintesi la vicenda: Maurizio, a soli 32 anni, è la sofferta testimonianza di una patologia inesorabile che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale impedendo progressivamente i movimenti della muscolatura. Infatti Maurizio Casadidio e i suoi familiari sono impegnati a Reggio Calabria nella battaglia dell'Aisla, l'Associazione italiana che si occupa della sclerosi Laterale amiotrofica (Sla), una grave malattia neurodegenerativa. La stessa patologia che accusa da tempo l'ex calciatore Stefano Borgonovo.
Quando era in salute (i primi sintomi li ha avvertiti due anni fa), Maurizio lavorava come tecnico informatico. Padre di un bambino piccolo, Andrea, nato tre mesi dopo la scoperta della malattia, il giovane aveva raccontato al presidente Talarico il primo luglio la sua storia, come tante simili alla sua ma vissute nel silenzio e nell'emarginazione. Maurizio e i suoi, invece, hanno reagito con coraggio e una straordinaria forza di volontà. Lui non cammina più, si muove sulla sedia a rotelle, con le braccia e le mani che non si muovono. Ha difficoltà a deglutire liquidi e a parlare. Il collo non regge più ed è necessario uno speciale poggiatesta. «Nonostante tutto sono vivo – dice – e combatto per me, per mio figlio e mia moglie, ma anche per gli altri».
Il presidente Talarico dal canto suo ha commentato: «Ho voluto incontrare una prima volta Maurizio, la moglie Francesca e il suocero Carmelo, per conoscere personalmente quanti non solo lottano con coraggio e affrontano indicibili sacrifici contro una grave patologia ma si battono anche per una vera continuità assistenziale, per il diritto a un'assistenza domiciliare ad alta complessità, per trattamenti uniformi ed omogenei su tutto il territorio nazionale e persino nell'ambito della stessa Calabria, al contrario di quanto accade oggi».
«Maurizio si è rivolto al Consiglio regionale – spiega il presidente Talarico – per chiedere attenzione. Per pretendere nuovi e adeguati livelli essenziali di assistenza. Per non essere solo, col suo dramma davanti a una terribile e ancora poco conosciuta malattia».
«La vicenda di Maurizio – aggiunge Talarico – purtroppo non è isolata ma è esemplare. Del suo caso si è occupato di recente a Roma anche Pierferdinando Casini. E per quanto è di mia competenza, mi attiverò subito avviando una ricognizione sugli strumenti legislativi vigenti in materia nella altre Regioni e, nell'ambito della Calabria, voglio compiere una verifica sulla omogeneità delle risposte sanitarie nei vari ambiti territoriali e in particolare sull'assistenza domiciliare e territoriale e sulla fornitura di protesi e ausili».
«Prossimamente, inoltre - aggiunge Talarico – intendo promuovere un'iniziativa specifica di conoscenza e approfondimento in Consiglio, con esponenti delle famiglie, dell'Aisla insieme a rappresentanti dei gruppi consiliari, delle commissioni competenti e della Giunta regionale».
«Ci sono tante persone che soffrono e che attendono da troppo tempo, con fin troppa pazienza e speranza. Non possiamo tradire le loro attese e la fiducia che ripongono nelle Istituzioni, sia le persone portatrici di sclerosi laterale amiotrofica che i loro familiari. Devono trovare risposte e quella attenzione e quella sensibilità necessarie ad assicurare il rispetto del diritto costituzionalmente garantito ad un assistenza dovuta e degna di tale nome».
Ieri è stata una buona occasione per riaprire il caso: Maurizio, con l'aiuto della moglie Francesca, ha raccontato a Scopelliti e Talarico la sua vicenda umana davanti ai cronisti. Il suocero Carmelo ha posto il problema: «C'è difficoltà – ha detto – a conoscere questa malattia. In Calabria non ci sono neanche strutture adeguate. Nell'ambito dei progetti della nuova sanità, se ne potrebbe prevedere una a Lamezia. Ma intanto noi abbiamo il problema di Maurizio. Speriamo che il suo caso possa smuovere qualcosa».
Il governatore Giuseppe Scopelliti, che tra l'altro conosce questa famiglia colpita dalla tragedia, ha dialogato con Maurizio, lo ha incoraggiato. «Adesso – dice – parlerò con il manager dell'Asp (Rosanna Squillacioti ndr) e con dott. Guerzoni per capire in che modo, con gli strumenti normativi attuali, la Regione possa intervenire». In pratica si formerà un tavolo tecnico con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per affrontare la questione dell'assistenza ai malati di Sla.
Sorprende la voglia di vivere, lo sguardo sofferente ma carico di entusiasmo di Maurizio. Dice la moglie Francesca: «È un esperto di computer, riesce ancora a muovere il mouse e, quindi, a dare anche messaggi». Maurizio ha origini romane, ma avendo sposato Francesca è ormai diventato reggino di adozione. Ama il calcio e, quindi, conosce bene la storia di Stefano Borgonovo, purtroppo uguale alla sua.(to. lic.)
 
Fonte :http:  www.gazzettadelsud.it  

Pubblicata il 08-07-2010 alle ore 13:40