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Un derby contro la Sla: Michele Riva intervista Stefano Borgonovo

Michele ha inviato delle domande all'ex centravanti Borgonovo, anche lui colpito dalla malattia. Stefano gli ha risposto. L’unione fa la forza. Sempre, a maggior ragione nel loro caso



Michele Riva è un malato di Sclerosi laterale amiotrofica. Ha scritto un libro di lotta e di speranza, "Il ramarro verde", e coltiva un sogno: organizzare un derby fra Juventus e Torino per scuotere l'apatia e incrementare la ricerca contro la Sla.

Avevo dedicato all'iniziativa il "Sassolino nella scarpa" del 15 dicembre 2008. Michele ha conosciuto Stefano Borgonovo, anch'egli aggredito dalla Sla. Centravanti di buona tecnica, ha girato molte squadre e giocato nella Fiorentina di Roberto Baggio e nel Milan degli olandesi. Il 17 marzo compirà 45 anni. Dopo un lungo silenzio ha deciso di uscire allo scoperto. Per lui, la Sla è «la Stronza». Curioso e battagliero, Michele gli ha inviato delle domande. Stefano gli ha risposto. L'unione fa la forza. Sempre, a maggior ragione nel loro caso.

Michele e Stefano sono duri, tosti. Avanti tutta, con il tifo di tutti, in attesa che Juventus e Toro trovino uno spiraglio.
Riva: Perché un bel giorno hai deciso di lottare pubblicamente contro la Sla? Che cosa ti ha fatto cambiare idea?
Borgonovo: «Credo che sia stato il mio amore per il calcio. Guardarlo in tv mi faceva male, era attaccato su tutti i fronti: doping, Sla, Calciopoli».
Riva: Se per assurdo avessi saputo che un giorno saresti stato aggredito da una malattia grave come questa, cosa avresti cambiato della tua vita?
Borgonovo: «Nulla. Sicuro. Conoscendomi, avrei alzato il ritmo della vita stessa, dandomi tutto ai miei figli e aspettando che la Stronza finisse l'opera sul mio corpo, per poi affrontarla... Che è poi quello che ho fatto e sto facendo».
Riva: Cosa ti aspetti dalla tua fondazione ?
Borgonovo: «Che riesca a fornire un grande appoggio alla ricerca e ai ricercatori. La nostra speranza è tutta lì».
Riva: Secondo te, il mondo del calcio avrà un ruolo determinante nella lotta alla Sla? Se sì, fra quanto tempo potremo vedere i primi effetti concreti?
Borgonovo: «Con me sfondi una porta aperta. Sicuramente il calcio, con i suoi tesserati, le società, le Leghe, la Federazione, ci darà una grande mano a eliminare la Stronza. Per la cronaca ha già cominciato a farlo».
Riva: Io e te siamo fortunati ad avere al nostro fianco una famiglia, cosa vorresti dire a chi è solo ad affrontare la malattia?
Borgonovo: «Beh, è una situazione difficile. Non basta avere coraggio, forza. Credo che il nostro aiuto attraverso la Fondazione punti anche all'assistenza».
Riva: In un'intervista concessa a Gaia Piccardi del Corriere della Sera, il procuratore Raffaele Guariniello insiste con la teoria che, per debellare la Sla, ci vorrebbe (anche) più collaborazione da parte del mondo del calcio. Ci vorrebbe, detto fuor di metafora, un pentito. Cosa ne pensi? Borgonovo: «Penso che ogni opinione sia rispettabile. Detto ciò, il calcio non è Alcatraz. Quindi: non c'è bisogno di pentiti. Io ho avuto risposte dal mio mondo, e ne sono orgoglioso».

ROBERTO BECCANTINI

Fonte:LA Stampa



Pubblicata il 14-01-2009 alle ore 01:09