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(Articoli)

Genoa-Samp e Juve-Toro contro la Sla

Un mini torneo tra le squadre delle città di Torino e Genova?

Michele Riva è malato di Sla e non è mai stato né un calciatore né un personaggio noto alle cronache. Da quanto è costretto a letto dal dolore e dalle cure, si tiene in contatto con il mondo con il computer, che manovra con gli occhi, come l'ex viola e rossonero Stefano Borgonovo. Con quello speciale apparecchio ha scritto un libro sulla sua esperienza, Il Ramarro verde. E attraverso quella tastiera ottica sta in queste settimane organizzando un derby fra Torino e Juventus per raccogliere fondi per la ricerca. Lui è piemontese, di Beinasco, naturale che abbia pensato alle due squadre della Mole. Ma sul suo desktop arrivano automaticamente tutti gli articoli usciti sui giornali italiani che riguardano la Sla. Ha letto quelli del Secolo XIX, con la campagna per allestire un derby incrociato (per età e per squadra) fra Genoa e Sampdoria lanciata dall'ex genoano Marco Nappi e dal leader della "Gigi Ghirotti", Franco Henriquet. C'è già una data possibile, il 29 marzo, quando la serie A non gioca.

Riva ne ha parlato con un suo amico genovese, Emanuele Remondini, abituato a girare l'Italia e il mondo per lavoro e per passione. I due hanno condiviso un'esperienza straordinaria: grazie anche ai suggerimenti di Riva, Remondini ha elaborato - con una delle sue società - il particolare computer che consente ai malati di Sla di scrivere con gli occhi. Ed è stato Remondini a pungolare Riva su «quella che noi chiamiamo un'escalation della macchina della solidarietà»: incrociare le due iniziative, far una grande evento per la ricerca con Juve, Toro, Genoa e Samp coinvolte.

«Un mini torneo tra le squadre delle città di Torino e Genova? - scrive attraverso la mail Riva - Sarebbe una grande iniziativa. Pensate a un quadrangolare, con una unica regia e un unico obbiettivo!». «Noi qui per il derby torinese stiamo andando avanti, da tempo - spiega Riva - ho coinvolto Borgonovo. Non so se ora siamo in grado di coordinare questi tipi di eventi, ma secondo me è già tanto se all'inizio, localmente, riusciamo a sfondare l'indifferenza dei club. Forse una volta che siamo riusciti a disputare qualche partita importante sarà tutto più semplice». E a quel punto potrebbero scendere in campo anche le Fondazioni sorte su impulso di diversi ex calciatori, da Vialli a Mauro e senza dubbio quella che porta il nome di Gianluca Signorini. Riva: «A quel punto si potrebbe cercare di coordinare e preparare un calendario annuale delle partite».

Remondini prende nota, è già della vicenda. Per lui la sfida vinta è stata quella di sostituire il mouse con gli occhi (brevetto: "eyestreking"). E ora si fida di Riva a proposito di ricerca e sistemi di assistenza. Ovviamente Riva ha posizioni precise e idee chiare su ciò che serve ai malati di Sla: «Per quanto riguarda gli hospice, secondo me sono necessari e ogni provincia importante dovrebbe averne uno attivo sul suo territorio; magari non solo per i malati Sla: bisogna tener presente che non tutte le persone così gravemente malate hanno la fortuna di avere la famiglia (e le risorse) necessarie per assisterci a domicilio. Ed è per questo che sono importanti gli hospice, intesi come permanenti o di sollievo di tanto in tanto per le famiglie».

«Un'altro elemento importante - aggiunge - sono i Lea, (i Livelli di assistenza domiciliari): in pratica è il servizio sanitario nazionale che decide quante ore o visite devono fare i medici, infermieri, oss, fisioterapisti e altre figure a casa del paziente». Su questo terreno, l'attuale governo non ha più portato avanti misure di programmazioni invece avviate dal ministro Turco nel precedente esecutivo: «Questo, per noi malati - ammette Riva - è motivo di forti preoccupazioni».

Palla al centro. Il pensiero va ai due derby possibili. «Qui in Piemonte - conclude Riva - attendiamo che i due club ci diano una data ufficiale dell'incontro. A noi piacerebbe, in concomitanza con la partita, inaugurare la sede di Aisla Torino». Infatti l'incasso sarebbe devoluto in parti uguali all'Aisla e al piano per l'hospice di Torino.

Fonte:IL Secolo XIX:IT



Pubblicata il 02-01-2009 alle ore 11:24